Il silenzio degli angeli
In Africa ogni volta che nasce un bambino, si fa un dono simbolico. Alcune etnie pianteranno un albero, altri regaleranno un oggetto simbolico come segno di benvenuto. Se dovessimo mettere in pratica le stesse usanze qui in Italia, molti comuni non avrebbero più bisogno di stanziare fondi destinati al verde in città. Ma la realtà è molto diversa. La nascita di un bambino è sempre una fonte di ispirazione spirituale per i relativi genitori. Oltre alla gioia legata all’evento, c’è anche il grande dubbio esistenziale sul futuro che spetta al nuovo arrivato. Il testo che state per leggere è frutto di una conversazione immaginaria tra un feto e la madre immigrata. In realtà è la madre che si pone le domande alle quali sa che dovrà rispondere prima o poi…
Figlio: Mamma, sai ch’è carino vedere tante persone diverse nello stesso posto? Ma come hanno fatto a trovarsi tutti qui?
Madre: Le persone si spostano da un luogo ad un altro, in cerca a volte di una vita migliore, per amore di qualcuno, per scelta ideologica ma anche a volte solo per la semplice voglia di cambiare. Questo fenomeno si chiama immigrazione e la maggior parte delle persone diverse di trovano nello stesso posto perché ognuno è partito dalla propria casa venire qui.
Figlio: Ed io che non sono nato qui, mi guarderanno come straniero oppure sono italiano?
Madre: Le cose non saranno proprio cosi. Credo che sarai per molto tempo a metà tra due cittadinanze poi compiuti i tuoi 18 anni dovrai decidere in fretta cosa vuoi fare della tua vita perché avrai l’obbligo del permesso di soggiorno. Allora se decidi di studiare oppure di lavorare subito il discorso è diverso. Anche se sei nato qui e conosci meglio la storia della società italiana di quella del nostro paese di origine, anche se quando dici “casa mia” ti riferisci all’Italia, questo amore fetale che provi per l’unico paese al quale senti di appartenere, non basta per farne parte. Ma avrai la fortuna di nascere in mezzo a tanti altri nella tua stessa situazione.
Figlio: Allora non potrò fare tutto quello che voglio se devo fare i documenti come uno straniero. Sarà un po’ come essere straniero a casa propria! Che strano. E se faccio qualcosa di male, come la mettiamo? Mi rimandano in un paese che non ho mai conosciuto?
Madre: Ad oggi questo è possibile anche se le cose stanno cambiando. Per molto tempo penso che quando sbaglierai, tutti si ricorderanno che sei nato qui ma che io e tuo padre veniamo da un altro paese. Ma non fa niente, ci farai l’abitudine ed imparerai a sfruttarlo al tuo vantaggio. La cosa più importante alla quale devi prepararti è che la gente non capirà come mai non vuoi fare l’operaio come tuo padre. Alcune persone troveranno fuori luogo ed anche presuntuoso che tu vorrai fare l’avvocato oppure il commercialista. Quando arriverà quel momento capirai perché ti ho sempre chiamato il mio angelo. Infatti, dovrai trovare le parole giuste e la pazienza necessaria per fare capire alle persone che le cose cambiano e che non ritieni di essere un cittadino di seconda classe. Dovrai spiegare ai tuoi amici italiani gli usi e costumi nostri, senza correre il rischio di esser visto come italiano di serie B oppure straniero tout court. Non sarà facile lo so.
Figlio: Va bene ma prima o poi mi stancherò di essere paziente con gli altri se loro non mostrano di esser disposti ad accettarmi.
Madre: Sai, non hai avuto modo di scegliere dove nascere ma potrai decidere dove morire. Le leggi potranno ricordarti che non sei figlio di questa terra pure essendoci nato. So che avrai sempre dentro di te una rabbia taciuta, che a volte, ti stancherai di sentirti chiedere quale è il tuo paese di origine pure avendo i documenti italiani. Dovrai trovare altri mezzi per farti ascoltare, trasformando la tua rabbia in punto di forza e con il tuo atteggiamento, dimostrerai che il silenzio non e’ sempre segno di debolezza. Ma credimi,avrai l’esempio degli altri che si stanno rimboccando le maniche perché la realtà sia diversa. Dovrai solo coltivare la voglia e la forza di volontà di credere che le cose possano cambiare e che tu puoi essere uno dei moti del cambiamento. Dormi adesso, domani sarà un altro giorno.
*Secondo il XVI rapporto sull’immigrazione (www.dossierimmigrazione.it), in Italia sono presenti 3.035.000 stranieri provenienti da 150 paesi diversi. La presenza dei minori è raddoppiata negli ultimi cinque anni e oggi sono 560.000.
*Nell’a.a. 2003-2004 si sono iscritti 35.299 studenti stranieri alle università italiane. Fonte del Dossier Statistico del 2005 sull’immigrazione Pubblicato dalla Caritas.






