Akiba
Sin da piccoli in Africa i figli sono abituati a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e a dire “Akiba” che nella lingua della popolazione Fang in Africa Centrale significa “grazie”. Pensate sicuramente che non ci siano motivi abbastanza validi perchè le popolazioni dei paesi del Terzo Mondo (il primo ed il secondo mondo…dove si trovano?) abbiano molto da ringraziare vero?
Avete ragione pure voi perché il ringraziamento sottende l’espressione di una soddisfazione, di un eventuale bisogno al quale l’individuo riesce a dare une risposta. In Italia, quante volte gli immigrati dovrebbero dire “Akiba” e quanti di loro avrebbero voglia di direlo con la gioia nel cuore?
Nella definizione del dizionario, la felicità è una condizione, un’emozione fortemente positiva percepita soggettivamente, sempre secondo criteri soggettivi. Etimologicamente la parola felicità deriva da “felicitas” con la radice in latino “fe” che significa ricchezza e proprietà. Gli inglesi traducono questa sensazione di appagamento sia materiale che psicologico con il termine “happiness”.
Ma il ringraziamento non è sempre segno di felicità e può esprimere concetti completamente diversi. Il ringraziamento può diventare ironico, satirico a seconda del contesto. Può esprimere a volte la compassione e perchè no, anche l’atteggiamento empatico nell’accettare l’incapacità di colui che si ha di fronte, di andare fino in fondo in un processo di auto-critica. Infatti, è umano sbagliare ma rendersene conto è un capacità di auto-critica positiva che non hanno molte persone.
Gli immigrati potrebbero dire “Akiba” per vari ed infiniti motivi:
- “Akiba” per tutte le circolari ministeriali che, senza modificare la legge Bossi- Fini, hanno permesso a molte famiglie immigrate di rimanere insieme senza certezze sul futuro ma imparando a godersi il presente. (Satirico)
- “Akiba” perché tifiamo per le squadre italiane ma nessun canale televisivo si è degnato di seguire con un minimo di interesse la Coppa delle Nazioni Africane (svoltasi in Ghana dal 20 Gennaio al 10 Febbraio 2008) cioè l’equivalente del Campionato Europeo per il continente africano. (Amarezza)
- “Akiba” perché nessun politico ha presentato una proposta di riforme sull’immigrazione al fine di lottare da un lato contro la criminalità e dall’altro di dare maggior diritti a quella fetta di immigrati onesti. (Delusione)
- “Akiba” perché lavoriamo, paghiamo le tasse ma non sappiamo con certezza se i soldi che diamo all’INPS ci torneranno mai in tasca. Chissà, fino a poco tempo fa chi decideva di tornare nel proprio paese di origine aveva diritto di prendere i soldi accumulati, senza gli interessi. E’ bastata una nuova legge per bloccare tutto. E se da un giorno all’altro votassero una legge che concede il diritto alla pensione esclusivamente agli italiani, fra 30 anni, che cosa faremo? (Indignazione)
- “Akiba” alle persone che sono rimaste “piacevolmente” sorprese quando hanno incontrato un bravo immigrato e che da quel giorno sono diventate loro portavoce (Orgoglio)
- “Akiba” per le ricette meridionali in cui ingredienti hanno molto in comune con molti piatti africani, il che ci fa dire con orgoglio “alla fine siamo tutti fratelli”(Fratellanza)
- “Akiba” soprattutto a coloro che credono ancora nell’arricchimento reciproco tramite l’incrocio e l’intreccio di culture varie! (Ottimismo)
Visto quanti significati possiamo dare ad una parola in base al contesto?






