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Interview a raymon Dassi

Decisamente il 2009 è condannato a rappresentare l’anno dei cambiamenti non solo negli Stati Uniti… Infatti, per la prima volta nella nostra regione avremo un assessore di origine straniera: Raymon Dassi, neo assessore al comune di San Lazzaro. Sarà il solito italiano di origine straniera, messo li più per fare scena che per il suo valore reale? Guardando il suo percorso, la risposta è ovvia: il comune è solo una conseguenza logica e non una coincidenza.

I nostri lettori risconosceranno in Raymon il nostro editorialista, altri invece vedranno in lui il giornalista di radio, poi il mediatore, l’informatico…Ma chi è realmente Raymon Dassi?

Sappiamo ch’è arrivato in Italia 12 anni fa, sposato con Sonia e hanno 3 figli (Nicole, Gabriel e Filippe). Da mediatore culturale per enti pubblici e privati, anche Community organiser nel comune di Casalecchio di Reno (2000-2005) a presidente del Forum metropolitano 2007), ha sempre dovuto affrontare le problematiche che vivono gli immigrati in Italia. Ora proviamo a scoprire chi è realmente Raymon Dassi, al di là del nome e dei titoli ufficiali.

Per preparare l’intervista ho voluto scoprire cosa si dice di te in giro. La fonte più ricca di informazioni rimane internet. Perciò sono andata su un motore di ricerca e ho scritto il tuo nome. La primissima pagina raccontava il tuo percorso personale e aveva come titolo Raymon DassiPrince des Montagnes BaloumPerché questo titolo?

Dal tuo sito personale http://raymondassi.com/ hai detto “Sì, qui sul sito, di me posso dire poco. in generale mi imbarazzo parlare di me, ma quando mi passa l’imbarazzo, lo faccio sul serio… sono pronto a raccontarti di più, se mi contatti” Noi l’abbiamo fatto…Al di là dell’uomo pubblico che sei ormai, chi è il vero Raymon Dassi nel privé, marito e padre?

La storia…siamo noi

Le persone che hanno avuto la fortuna di nascere tra il 1970 e il 1980 possono sentirsi fortunate perché testimoni di eventi storici.

Chi l’avrebbe mai detto che avremo avuto la fortuna di vedere Nelson Mandela uscire di prigione? Chi l’avrebbe mai detto che saremo vissuti abbastanza a lungo da vedere anche la caduta del muro di Berlino, la fine della guerra fredda? E la cosa incredibile è che non abbiamo mai osato sognare di essere testimone di una pagina cosi importante della politica mondiale: vivere il cambiamento del volto dell’America tramite il personaggio carismatico del meticcio Barack Obama.

Ripeto meticcio, perché nessuno deve pretendere di cancellare il fatto che non sia semplicemente un nero, ma che Obama è il frutto di un misto tra bianco e nero. Il fatto storico non sta nel fattore razziale quanto nel fatto che rappresenti al meglio l’identità delle nuove generazioni. Oggi la società è un misto infinito di razze, di colori e di religioni. Trovare nel mondo un capo di stato che faccia parte di questa nuova identità ibrida è una vittoria anche per l’antropologia culturale contemporanea. Ci conferma solo che l’essere umano è in un continuo evolversi, fattore rassicurante per la coesione sociale della società di domani.

Se il passare del tempo ci desse sempre la certezza di vivere momenti cosi decisivi della storia, allora non vedremo l’ora di invecchiare ancora ed ancora… Tanto da arrivare all’età della saggezza, quando saremo nonni e nonne e che diremo ai nostri nipoti “ Sai che c’ero e l’ho visto con i miei occhi?” e che i nipotini, con gli occhi brillanti di ammirazione diranno “Dai racconta!”. Che bello, stiamo veramente diventando parte della storia!